Barche nate per il bareboat

Di armatori che navigano con la propria barca ormai non c’è n’è quasi più nessuno. La maggior parte delle barche che si in contrano sono prese a noleggio». Questo lo sfogo di un amico che al telefono esprimeva le sue per plessità circa un mercato ormai prevalentemente orientato al set tore del charter. Se per i cantieri – questo il suo ragionamento – di venta primario il rapporto con le grandi società di locazione, è ma tematico che l’intera produzione ne venga condizionata. Perché del resto i costruttori dovrebbero impegnarsi a varare modelli indi struttibili, marini, adatti a ogni tempo e a ogni latitudine, se la fi nalità è quella di utilizzarli per il charter vacanziero per due o tre stagioni e poi finire nel grande calderone dell’usato?
Il ragionamento dell’ amico,può apparire estremo, ma la sua visione non è affatto peregrina.
Secondo recenti analisi l’ atti vità di bareboat, ossia della loca zione del mezzo senza skipper, né equipaggio, ha goduto in que sti anni di un tasso di crescita tra il 2 e il 3 per cento. Fino ad arrivare a occupare il 90 per cento del mercato relativo al noleggio di imbarcazioni. Schiacciante il confronto con il charter con co mandante ed equipaggio, che si assesta invece al 10 per cento.
Le difficoltà economiche han no evidentemente spinto molti appassionati a vendere la pro pria barca, ma non a rinunciare al piacere dell’ andare per mare. E meno male.
Secondo stime di Mooring-Sun sail, gruppo leader in questo set tore, le barche noleggiate nel mondo sono tra le 15.000 e le 18.000, senza contare quelle mes se a disposizione direttamente dai singoli proprietari, di numero cer tamente maggiore.
I tipi di imbarcazione impiega ti per il bareboat sono principal mente monoscafi a vela di lun ghezza compresa tra i 9 e i 16 metri e catamarani da 12 a 15 metri. Questi ultimi occupano attualmente il 19 per cento dei mezzi noleggiati, ma il crescen te interesse da parte dell’ utenza, farebbe prevede che occuperan no il 35 per cento entro il 2020.
Le zone in cui è concentrata l’ attività di charter sono il Medi terraneo, i Caraibi, le Seychelles e l’ A sia. A ree che, date le favo revoli condizioni meteorologi che, consentono di far fruttare adeguatamente gli investimenti. L’unità di misura sono le “setti mane di sole”: da 16 a 18 nel Mediterraneo occidentale, da 18 a 22 in quello orientale, da 27 a 28 ai Caraibi e ancora di più al le Seychelles.
Secondo i dati forniti da Ibi, l’International Boat Industry, le società di noleggio che vantano le flotte più numerose sono Mooring-Sunsail con 1.100 unità, Dream Yacht Charter con le sue 600, Kiriakoulis con 400, Vpm Bestsail con 350, Naviga re Yachting con 180 e infine Athenian con le sue 110 barche. Ma la grande fetta del mercato, circa il 70 per cento, è occupato da qualcosa come 350 compa gnie più piccole, con disponibi lità diretta di imbarcazioni che vannodaunminimodi4aun massimo di 100 scafi.
Alla luce di questi dati, che su scala globale risultano evidente mente importanti, è inevitabile che la produzione di imbarca zioni venga influenzata dalle ri chieste di chi effettua gli ordini maggiori.
È plausibile dunque che gli in terlocutori dei grandi cantieri siano ormai prevalentemente le compagnie di charter. Basti pen sare che Bénéteau, il cui mar chio compare sul 35 per cento delle imbarcazioni noleggiate nel mondo, destina il 15 per cen to della produzione alle società di noleggio. Le percentuali lie vitano quando si parla di cata marani. Nel 2013 Lagoon ha de stinato al noleggio il 20 per cen to della propria produzione, Fountaine Pajot e Nautitech il 50 per cento, Robertson & Cai nes, col marchio Leopard, il 70 per cento e infine Catana addi rittura il 90 per cento.
I timori del nostro amico ap paiono dunque piuttosto realisti ci. È indubbio e anche legittimo che chi progetta e costruisce bar che lo faccia strizzando l’occhio al settore più vitale e redditizio del mercato nautico. Una strate gia che quei pochi che ancora cercano una barca per naviga zioni a lungo raggio, devono prendere in considerazione.

(articolo tratto dalla rivista Bolina, numero 329, aprile 2015)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...