Perizie, errori e malizie

Scambiando quattro chiacchiere per telefono, un amico ci rivela, piuttosto preoccupato, di avere un problema di carattere burocratico con il motore che ha appena sostituito sulla sua barca.
Secondo quanto dichiarato dal perito chiamato a effettuare la visita necessaria alla convalida del certificato di sicurezza, il motore acquistato e già installato a bordo, risulta superare la potenza consentita per legge per una sostituzione di routine del suo precedente Volvo MD3B. Al nostro è stato così prospettato lo spettro della rimarcatura CE dell’imbarcazione, operazione necessaria quando, superati alcuni parametri che potrebbero compromettere la sicurezza della navigazione, l’unità deve essere passata al setaccio e sottoposta a un farraginoso iter di verifiche prima di essere messa nuovamente in servizio.
Un bagno di sangue sia in termini di tempi che di costi, poiché un intervento di questo tipo richiede che la barca venga trattata pari a un prototipo, quindi con un nuovo progetto, la presentazione di apposite domande, collaudi, etc.
Con l’ atteggiamento remissivo di chi è ormai costretto a una ineluttabile condanna, l’ interlocutore aggiunge sconfortato che il perito ha preventivato un esborso di almeno 3.000 euro per l’ assolvimento della pratica.
Viene spontaneo chiedergli come possa essere stato così sprovveduto nell’installare a bordo un motore non compatibile col precedente. Lui risponde che era stato consigliato dal venditore e che, guarda la sfortuna, l’eccedenza di potenza tra il suo vecchio motore di 35 hp e il nuovo di 39 è di appena 0,5 hp. I cavalli consentiti sarebbero stati infatti al massimo 38,5.
Per diletto matematico prendiamo la calcolatrice: 35 hp + il 15 per cento di maggiorazione massima consentita per legge = 40,25 hp. Non riusciamo a capire il motivo di risultati così diversi. Poi la scoperta: il tecnico incaricato afferma che la percentuale di maggiorazione massima non è del 15 per cento, bensì del 10 per cento.
La memoria può giocare brutti scherzi, così verifichiamo sfogliando due articoli redatti a questo proposito da Marco Cobau sulla nostra rivista: Poche modifiche, solo Ce pubblicato sul numero di aprile 2014 e Hp, attrazione pericolosa uscito con il numero di maggio 2014. In questi testi è riportata a chiare lettere anche la legge di riferimento, il decreto Legislativo 171/2005, Art. 5, comma d, punto 2, in cui si definisce rilevante, quindi passibile di nuova immatricolazione, la modifica “che determina un aumento superiore al quindici per cento della potenza nominale del motore”. Avvertiamo l’amico inoltrandogli tutta la documentazione del caso. Lui, basito, chiede ragguagli al tecnico incaricato, che però si trova fuori sede e promette di effettuare le opportune verifiche una volta rientrato. Per ricevere ulteriori rassicurazioni il nostro armatore contatta un altro ente tecnico, che senza esitazione conferma il limite del 15 per cento. Il suo nuovo motore ha dunque tutte le carte in regola per sostituire il precedente senza “traumi”.
Non sappiamo come sia finito il rapporto tra il nostro interlocutore e il perito. Viene ragionevolmente da pensare che, avendo preso un granchio di tale portata, l’ingegnere in questione abbia perso un cliente. Anche se fosse stato commesso in buona fede, quello qui descritto è infatti un errore molto grave.
L’operazione di rimarcatura CE di uno scafo precedente al 1998, come nel caso in oggetto, avrebbe rimesso in discussione l’intero progetto della barca e il nostro amico sarebbe finito in un vortice di interminabili e dispendiosi adeguamenti (altro che 3.000 euro!). E a trarne profitto sarebbero stati, oltre alle maestranze coinvolte, perito ed ente tecnico il cui operato (salvo contestazioni) non è passibile di ulteriore verifica.
Purtroppo quando si ha a che fare con gli “esperti” si tende ad attribuire loro un’ aurea di onniscienza o un’ integrità professionale di cui non sempre dispongono. Fidarsi è bene, dunque, capire in prima persona è meglio. Nel caso specifico il tutto si sarebbe risolto approfondendo il testo di un articolo di legge. O leggendo gli articoli pubblicati sulla nostra rivista.

(articolo tratto dalla rivista Bolina, numero 331, giugno 2015)

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