La roulette dei saloni nautici

Un comunicato della confindustria delle aziende nautiche annuncia oggi, 16 marzo 2016, l’annullamento dell’evento fieristico atteso tra il 21 e il 25 aprile alla Serenissima.
Quello di Venezia sarebbe dovuto essere il primo di tre appuntamenti annunciati dalla stessa Ucina lo scorso ottobre in occasione del Salone Nautico di Genova.

Ecco cosa scrissi allora, profeticamente.

“A chi chiede le nostre impressioni circa l’ultima edizione del Salone Nautico di Genova, rispondiamo “è andata un po’ meglio”. Soprattutto se ci si concentra nel settore dei cabinati a vela. In quest’ambito la 55° edizione della mostra ligure ha rispecchiato il panorama del mercato nautico nazionale e internazionale, più di quanto abbia fatto negli ultimi 10 anni. Alberi e sartie svettavano nella darsena interna, la cosiddetta Sailing Area, ma anche in quella esterna, occupata in gran parte da multiscafi. Un colpo d’occhio piacevole che si avvilisce però se guardiamo alla cosiddetta nautica “minore” rappresentata in fiera da appena due barche “carrellabili” e una decina di derive. Osservando il quadro in una prospettiva più ampia, restano poi le criticità dell’alto numero di marchi che continuano a disertare l’evento e del costo del biglietto che, a differenza dei metri quadrati, non ha subito riduzioni. La mossa promozionale più azzeccata di quest’anno è stata il villaggio della Volvo Ocean Race che ha portato un po’ di freschezza al Nautico, con stand dedicati e due Vor 65, Team Vestas e Team Sca, che si potevano osservare in banchina o mentre bordeggiavano di fronte alla foce del Bisagno. Stendiamo invece un velo pietoso sul “dome”, il tendone dedicato al giro del mondo a tappe in cui si annunciavano sconvolgenti esperienze multimediali e che si è rivelato invece un noiosissimo quiz “interattivo”. Meno male almeno che l’ingresso era gratuito. Gli espositori dal canto loro hanno espresso un rinnovato ottimismo. Maggiore il numero di barche vendute rispetto al 2014, più mirato e competente il pubblico. Guardando al buio che ha caratterizzato il recente passato, l’atmosfera a Genova è risultata insomma più frizzante. Non tanto per il clima autunnale che non s’è risparmiato in piogge e temperature in ribasso, quanto per la determinazione mostrata dalle aziende che hanno continuato, malgrado la crisi ancora in atto, a proporre nuovi prodotti e servizi. Una positività che Ucina, la Confindustria della nautica italiana, ha sbandierato all’apertura della fiera lanciando il “Salone della ripresa” e che ha ulteriormente ribadito nella giornata di chiusura con l’annuncio per il 2016 di una sorta di miracolo: la moltiplicazione dei saloni nautici. Oltre all’appuntamento autunnale con il Boat Show di Genova, in programma dal 20 al 25 settembre (anticipato di 10 giorni ne durerà uno in meno), ce ne saranno infatti altri due: uno dell’usato nel capoluogo ligure tra il 1° e il 10 aprile, l’altro a Venezia dal 21 al 25 aprile. Quest’ultimo non sarà una copia dell’esposizione genovese, ma un evento nuovo. Adibito presso Expo Venice, interesserà anche l’Arsenale, il Bacino San Marco e il Canal Grande per offrire ai magnati e agli imprenditori dell’Est Europa una vetrina ricolma di yacht di lusso. Un progetto ambizioso che ne ricorda però un altro annunciato da Ucina a luglio del 2014, ma poi sfumato nel più imbarazzante silenzio. L’evento che si sarebbe dovuto svolgere la scorsa primavera era del tutto simile a quello oggi ventilato per Venezia: una “grande settimana del mare” che con una formula innovativa avrebbe dovuto coinvolgere la città di Genova e i suoi tre porti. Che sia questa la volta buona? Intanto a I Saloni nautici, la società che organizza la nota fiera nautica ligure, resta da risolvere l’annoso problema legato alla concessione delle aree del porto di Genova. Nel quadro di un insieme di cambiamenti che avrebbero dovuto interessare il complesso dell’area della Fiera, nel 2014 il Comitato portuale non aveva accolto la richiesta della Confindustria nautica di siglare un accordo che durasse 10 anni, concedendone solo uno. La concessione per il 2015 è in scadenza il 31 dicembre e al momento non è dato sapere se e come sarà rinnovata. Nell’incertezza dell’esito dunque si sondano i terreni e si studiano strategie. Se va male a Ponente, si può sempre ripiegare a Levante. Del resto sono anni che Ucina minaccia di spostare i tendoni della fiera altrove e ora con questa mano potrebbe tentare di alzare la posta in gioco. Che sia un bluff o meno, poco importa. L’importante è saper giocare”.

(articolo tratto dalla rivista Bolina, numero 335, novembre 2015)

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