Vagabondo dei mari del Sud: ecco l’ebook

Torna in formato digitale per Editrice Incontri Nautici, il primo libro scritto da Bernard Moitessier. La navigazione in solitario da Mauritius alle Antille via Città del Capo, gli incontri e le amicizie di un giovane con la sete di vivere il mare e conoscere il mondo

VAGABONDOsmallQuando poco più che bambino chiesi a mio padre con quale libro approcciare la letteratura di mare, sollevò per un istante lo sguardo verso l’alto, come chi passa in rassegna i titoli di una vasta biblioteca mentale. Poi senza esitazione pronunciò il titolo: Vagabondo dei mari del Sud di Bernard Moitessier. E non tardai a capire il perché. Sfogliando quelle pagine mi sarei perso ora dopo ora, giorno dopo giorno, in una straordinaria avventura fatta di barche e marinai, porti e baie, palme e pesci. Non il frutto letterario costruito ad arte e nato dalla fervida immaginazione di un romanziere di genere, ma il resoconto concreto di una storia vera, vissuta. Ma c’era di più.

Vagabondo dei Mari del Sud è il primo libro scritto dal celebre navigatore francese sulla scorta delle vicissitudini che lo videro lasciare il Golfo del Siam e l’Indocina a bordo di Marie Thérèse, per navigare attraverso l’oceano Indiano. L’incipit è il naufragio alle isole Chagos. Siamo nel 1955. Dopo aver urtato la barriera corallina dell’atollo di Diego-Garcia la sua barca, una giunca di 9,25 metri, viene distrutta dai frangenti. Moitessier si ritrova così solo, in un’isola in mezzo l’oceano, senza barca, riparo, né un quattrino. Ma è baciato da una buona stella: viene accolto calorosamente dagli abitanti del luogo, così come da quelli dell’isola di Mauritius dove si trasferirà poco dopo.

Il giovane navigatore sbarca il lunario producendo carbone, ma soprattutto con la pesca subacquea, attività che gli consente di raccogliere un gruzzolo più che dignitoso. Finché non finisce in ospedale con un piede quasi reciso dal morso di uno squalo. Passa quindi a lavorare in un cantiere navale e contemporaneamente avvia la costruzione di Marie Thérèse II, raccogliendo qua e là i favori di chi di lo prende in simpatia, gli regala materiale, o gli presta generosamente la sua opera.

Dopo nove mesi di duro lavoro la nuova barca lunga 8,36 metri, larga 3,14 e armata a ketch, è pronta per essere varata. Moitessier saluta calorosamente i suoi ospiti e si congeda: lo attende il mare che attraverserà alla volta di Durban. 1.550 miglia in solitario, senza scalo non senza problemi, date le avverse condizioni meteo e la difficoltà di governo che lo costringono a stare alla barra nei turni di veglia e alla cappa durante quelli di riposo.

L’ormeggio allo Yacht Club Point della città sudafricana è un luogo vivace dove trovano riparo molti giramondo. Una poliedrica comunità di naviganti che l’autore descrive a partire dalla loro filosofia marinaresca, dalle idee, dalle trovate e dagli espedienti di cui ciascuno di loro si fa portatore.

Quella a Durban è una vita intensa, ricca sotto l’aspetto umano ed economico: Moitessier trova lavoro come carpentiere, un’occupazione che rende bene, anche se non lascia molto tempo per lavorare adeguatamente Marie Thérèse II che ancora necessita di migliorie. Ed è a Durban che il navigatore francese incontra Henry Wakelam, nato a Shanghai di padre inglese e madre russa, che a bordo del suo Wanda si muoverà insieme a lui per il resto di questo vagabondare giovanile.

Il primo scalo comune è Città del Capo. Wakelam trova lavoro come carpentiere, Moitessier come addetto alla manutenzione in una fabbrica di motori. Ma a differenza di Durban qui le paghe sono basse e per fare fronte alla spese necessarie per preparare le barche alla risalita dell’oceano Atlantico, i due sono spesso costretti a razionare i pasti. Il tutto durerà nove lunghi mesi. Poi Marie Thérèse II e Wanda leveranno gli ormeggi alla volta dei Tropici.

“Ho sempre avuto l’impressione – scrive Moitessier – che le lunghe traversate si traducessero per me in un lavaggio profondo di tutte le sozzure ammassate durante uno scalo a terra: appena la costa sparisce dalla vista, l’uomo solo di fronte al suo creatore non può restare estraneo alle forze della natura che lo circondano. Ben presto lui stesso ne farà parte, semplificandosi e purificandosi a contatto con queste forze brute che lo circondano e l’assorbono. Ed è, credo, questo bisogno, non solo di novità, ma di pulizia fisica e morale, che spinge il navigatore solitario verso altri lidi, dentro i quali il suo corpo e il suo spirito, liberati dalle costrizioni e dalle servitù terrestri, possano ritrovare la loro essenza e la loro purezza in seno agli elementi naturali che gli antichi avevano reso i loro dei. Vento, Sole e Mare, Trinità del Dio dei marinai”.

Moitessier e Wakelam navigano attraverso l’oceano Atlantico con scalo a Sant Elena, Ascensione, Fernando de Noroña fino a Trinidad ai Caraibi, dove incontreranno la tribù galleggiante di James Wharram. Il navigatore inglese era giunto ai Caraibi qualche tempo prima protagonista, insieme alle due compagne, Jutta e Ruth, di una temeraria travesata dell’Atlantico dall’Inghilterra a bordo del Tangaroa, un catamarano autocostruito (la loro storia è raccontata nell’ebook Due ragazze, due catamarani). Moitessier e Wakelam aiuteranno Wharram a costruire un nuovo catamarano, il Rongo, con cui la famiglia il navigatore inglese farà poi ritorno in Inghilterra.

E quando la smania di levare l’ancora si fa insistente, i due giovani amici devono riprendere il largo. Moitessier naviga verso la Martinica. Poi un susseguirsi di telegrammi con Joyce, l’amica di Città del Capo che lo sta raggiungendo, lo porta nuovamente verso Trinidad. Ma poco oltre Grenada, la sua avventura si conclude esattamente come era cominciata: Marie Thérèse II finisce sugli scogli.

Vagabondo dei Mari del Sud è un libro prezioso. È la storia di un giovane, neanche trentenne, che vestì i panni di navigatore oceanico animato dall’unico proposito di conoscere il mondo.  Non un istrione che affronta gli elementi, ma una creatura animale, acquatica, appartenente al mondo nei suoi molteplici colori. Libero, come lo sono il vento e le onde, come lo è lo spirito che non si accontenta di un orizzonte sempre uguale a sé stesso. Selvaggio come la giungla e le spiagge assolate del Siam dove correva da bambino.

Come è stato per la Lunga Rotta, anche Vagabond des mers du Sud è stato ripescato dai polverosi scaffali della Editrice Incontri Nautici, sottoposto a una traduzione il più possibile fedele all’originale e riportato a nuova vita sotto forma di ebook.

Con l’incantesimo della digitalizzazione un’altra pietra miliare della moderna letteratura di mare è stata così resa immortale.

http://www.bolina.it/e-shop/ebook-di-bolina

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