La vela e le quattro ruote

L’industria automobilistica utilizza l’immagine della vela per enfatizzare valori legati al tempo libero. Un accostamento improprio se volto a mitigare l’impatto ambientale 

audimedcup_m6257_medcup_100618ir_5260_620Quello dell’automobile e della vela sono due mondi tra loro molto distanti. La prima si muove su percorsi delimitati da corsie e carreggiate, consumando carburante e immettendo gas nocivi nell’atmosfera, la seconda può navigare in piena libertà e, sospinta dal vento, rappresenta il mezzo eco-compatibile per eccellenza.

Eppure da diversi anni tutte le principali case automobilistiche, investono nella vela. A partire dalla Coppa America che vede comparire i loghi di Bmw e Land Rover rispettivamente sull’ala dei catamarani di Oracle e di Ben Ainslie Racing.

Land Rover è anche partner del team Red Bull nel circuito degli Extreme 40, mentre Bmw oltre a essere sponsor ufficiale della stessa America’s Cup, è impegnata nel Match race, alla Giraglia Rolex Cup, alla Copa del Rey, a Les Voiles des Saint-Tropez, nel circuito dei Dragoni e in quello della Swan con la Bmw Sail Racing Academy, guidata da Roberto Ferrarese. La casa automobilistica di Monaco è stata anche sponsor della Federazione Italiana della Vela. Idem Mercedes-Benz che per di più è stata partner del Salone Nautico di Genova. Ad Audi è associato il nome delle Audi Sailing Series, circuito europeo dedicato ai Melges, e quello della Junior Cup riservata agli Optimist. Inoltre l’azienda tedesca collabora da tempo con lo Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo sponsorizzando la Settimana delle Bocche e l’Italian Sailing League. Come Bmw anche Audi vanta poi una sua accademia di vela, l’Audi HSS Sailing Center, con base a Helsinki, in Finlandia, ed è stata partner della nostra federazione nazionale della vela.

La Volvo dal 2005 è sponsor della Volvo Ocean Race, giro del mondo a tappe e in equipaggio, il più importante evento velico del mondo, insieme all’America’s Cup. Maserati, come è noto, si è unita nel 2011 alla causa di Soldini e ha rinnovato la sua partecipazione per la prossima stagione di record che vedrà il navigatore milanese al comando di un Multi 70 (trimarano di 21,33 metri) di proprietà di John Elkann (presidente di Fiat Chrysler).

La giapponese Nissan ha supportato in passato team in classe Hobie Cat 16 e Hobie Tiger. Oggi è sponsor ufficiale dei Giochi di Rio e di una lunga lista di atleti in lizza per la medaglia olimpica. Nella specialità della vela gli fanno da testimonial Isabel Swan, Renata Decnop e Samuel Albrecht impegnati nel 470 e nei Nacra 17.

Per dare lustro al loro marchio Jeep, Hyundai e Ford hanno scelto invece il circuito degli avveniristici Transpac 52, mentre Suzuki è partner ufficiale della Route du Rhum, la transatlantica in solitario dalla Francia ai Caraibi. Citroen è sponsor del nuovo programma di record annunciato di recente da Vittorio Malingri a bordo di un catamarano non abitabile di 6 metri. Meno consistenti, ma comunque degni di nota, gli investimenti di Opel che ha promosso in Italia un circuito di regate denominato Opel Cup.

L’elenco è chiaramente lungi dall’essere esaustivo, ma è sufficiente a comprendere quanto l’immagine della vela possa diventare strategica nelle operazioni di marketing di un certo ramo dell’industria. Una tela bianca che tinge l’orizzonte, è infatti capace di evocare ed enfatizzare concetti chiave associati alla cultura del tempo libero: avventura, competizione, divertimento, hi-tech, velocità.

L’accostamento diventa invece improbabile se il proposito è nobilitare l’immagine di un mezzo che col rispetto dell’ambiente non ha nulla a che vedere. Diverse aziende, tra cui le stesse Nissan, Mercedes, Bmw, ma anche Toyota, Tesla, Renault, Honda, Peugeot, Volkswagen, Porsche e Chevrolet, stanno investendo risorse e tecnologie nella “mobilità verde” con modelli ibridi o elettrici. Una scelta lungimirante e, aggiungiamo, dovuta.  La diffusione di auto a impatto “quasi zero”, più propriamente assimilabili a una barca a vela, farà sicuramente del nostro pianeta un luogo migliore.

(articolo tratto dalla rivista Bolina, numero 343, luglio-agosto 2016)

 

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