Viva la e-bike!

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Una e-bike può raggiungere una velocità di 25 km/h.

Fino allo scorso anno possedevo una moto. Una Bmw 650 CS di circa 10 anni. Negli ultimi tempi la utilizzavo prevalentemente per recarmi in ufficio che per mia fortuna è pochi chilometri da casa. Gite domenicali o vacanze su due ruote del resto, neanche a parlarne: da quando è nato mio figlio a viaggiare siamo sempre in tre.

All’anno la moto mi costava circa 600 euro di assicurazione, 100 euro di bollo e circa 350 euro di benzina. In totale 1.050 euro a cui, si dovrebbero aggiungere poi i costi di manutenzione. Ma restiamo fermi ai costi fissi: 1.050 euro, appunto.

A settembre del 2015 ho cominciato ad accarezzare l’idea di vendere la moto e acquistare un mezzo nuovo. Ho vagliato due ruote di nuova generazione, ciclomotori elettrici, poi, dopo una lunga meditazione, mi sono deciso per il passaggio alla bicicletta con pedalata assistita. Il perché è presto detto: non avevo voglia di essere obbligato allo sforzo fisico che in una città come Roma, con i suoi sette colli, difficilmente può essere evitato. Anche l’idea di trovarmi a pedalare sotto il sole impietoso dell’estate e arrivare in ufficio sudato al punto di dovermi cambiare camicia, ha costituito un deterrente al velocipede tradizionale. Dopo 26 anni di motorini, Vesponi e motocilette di vario tipo, il passaggio alla bici andava edulcorato con il servizio di un motore elettrico.

Così ho venduto la moto e ho comprato la bicicletta elettrica. Il costo iniziale è piuttosto alto. Una bici elettrica decente e pieghevole, come nel mio caso, difficilmente costerà meno di 1.000 euro. Ma bisogna considerare che oltre alla spesa iniziale non esistono esborsi per la gestione: niente assicurazione, niente bollo, niente benzina. Il costo della ricarica della batteria al litio è stimato a circa 50 cents, che nel mio caso si traduce a 2,5 euro mensili, ossia 27,5 euro l’anno. Così il mio risparmio in 12 mesi è stato di almeno 1.022,5 euro.

E il cambio di prospettiva non  è stato benefico solo per il portafogli, ma mi ha portato a vivere la città come un luogo diverso, da osservare, da ammirare. Chi l’ha provato lo sa, in bicicletta ci si sposta senza frenesia perché non si può essere colti dalla foga su un mezzo che non può essere veloce. Viceversa è certamente frustrante dover viaggiare a 10 chilometri orari a bordo di un’auto che può tranquillamente raggiungere  i  180.

Ancora più importante, sono passato dall’immettere particolato nell’atmosfera al muovermi senza produrre alcun inquinamento. È vero che per produrre l’energia elettrica che consumo potrebbe essere necessario bruciare combustibile fossile, ma a conti fatti si tratta di un valore trascurabile.

A livello di sicurezza stradale la bici elettrica non tradisce se ha due freni a disco (uno posteriore e uno anteriore) e le ruote antiforatura. La velocità massima raggiunta nel mio caso è stata di 22 chilometri orari, che nel traffico di Roma è ben più del necessario.

Solitamente le biciclette elettriche sono dotate delle marce meccaniche e di tre potenze di spinta del motore che (attivato per mezzo della pedalata) può essere modulato a piacimento. Ciò rende la bicicletta elettrica più sicura rispetto a una normale due ruote a pedali laddove ci sia per esempio la necessità di togliersi d’impaccio nel traffico senza troppi tentennamenti.

A un anno dal mio acquisto ancora non mi capacito di quanto tempo, denaro e salute abbia sprecato dietro i motori a combustione. Viva l’ebike!

Per poter utilizzare con profitto una bicicletta elettrica sono indispensabili  le seguenti condizioni:

Chilometraggio giornaliero inferiore ai 20 km. Teoricamente potrebbero diventare anche 40 con una ricarica intermedia, ma ragionevolmente, la distanza ideale è di 10, 15 chilometri.

Ricovero. Poter conservare il mezzo in un luogo protetto consentirà alle batterie di non risentire del freddo invernale e a eventuali malintenzionati di non sottrarre il nostro bene. Se si utilizza la bicicletta anche per recarsi sul posto di lavoro è indispensabile valutare la possibilità di portarla con sé o di lasciarla in un luogo ben custodito.

Saper andare in bicicletta. La bicicletta a pedalata assistita è una bici a tutti gli effetti, non basta premere un pulsante, bisogna pedalare. E potendo farlo fino oltre i 20 km orari è bene essere coscienti di quel che si fa. Il casco è vivamente consigliato.

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